domenica 28 novembre 2010

La farmacia ambulante di Karuna Onlus

Amici ciao!,
sta volgendo al termine il nostro periodo di residenza a Maesot e dopo domani ritorneremo al sud: la citta' di Ayuttaya ci aspetta e una visita ad un villaggio eco compatibile poco distante e' nel programma del nostro viaggio.
Ieri e' stata la giornata dedicata all'acquisto dei medicinali di prima necessita': abbiamo preparato un bel pacco che ho avuto il "piacere" di portare spesso in spalla sperimentando cosi' egregiamente la prima nobile verita' del buddhismo.
Peccato che mi sia fermato alla prima e non sia giunto alla terza, la cessazione della sofferenza.
Poco dopo infatti ci siamo ritrovati con le famiglie della discarica di rifiuti di Maesot e la loro immensa nidiata di bambini sporchi, affamati, malati.
Dopo una distribuzione di merendine abbiamo cominciato la distribuzione di medicinali, soprattutto per curare il mal di testa e i tanti problemi intestinali causati dal cibo di scarsa qualita', attaccato pure dalle tante mosche e insetti del luogo.
La dottoressa Floriana ha curata un paio di feriti (piccoli tagli con inizio di infezione) e visionato alcune persone con problemi alla tiroide.
I bambini sono tanti, tantissimi e vengono creati "di continuo". La mortalita' infantile e' una realta' per queste famiglie.
I bambini non frequentano la scuola, i genitori sono in parte analfabeti e l'aiuto medico e' sporadico, non regolare.
Questa volta sono salito anche io su una "collina di spazzatura": pochi passi su un fondo fatto di rifiuti compattati. Anche questa volta per ovviare al puzzo terribile che rende insopportabile la permanenza in quel posto mi cospargo le narici di una pomata per le vie respiratorie e mi procuro una mascherina e un paio di guanti "usa e getta".
Scorgo una decina di baracche all'interno delle quali trascorrono la notte i residenti della discarica, distano qualche metro da me: all'interno qualche vecchio e' sdraiato su tegole di legno marcio e qualche pentola cuoce del cibo dall'odore nauseabondo.
Dopo poco arriva un vecchio "pick up" giapponese che scarica una certa quantita' di rifiuti alzando il cassone posteriore: una decina di bambini (da 3 a 5 anni) si muove velocemente e raggiunge la base del cassone e inizia a separare la plastica dai metalli.
Una bambina raccoglie tanto nylon che non riesce a tenerlo tutto tra le piccole manine, le cade qualcosa: mi piego e raccolgo da terra e glielo rimetto in mano.
Mi osserva con stupore ma poi mi regala un bel sorriso, un po' timido, e si incammina verso qualche raccoglitore.
La ritrovero' piu' tardi, incuriosita dalla macchina fotografica digitale: ho superato la sua diffidenza e mi si avvicina, vuole scattare fotografie, osservarne il funzionamento.
Poco distante il suo fratellino si mette a piangere quando la dottoressa ne cura le ferite con del mercurio cromo.
Quello che si nota immediatamente in queste persone e' lo stato di salute dei denti (quando ci sono) e quel colore rossastro alle gengive causato probabilmente da radici che masticano e che hanno effetto anfetaminico.
Il tramonto si avvicina nella discarica e presto si fa buio.
Uno decide di orinare poco distante dal passaggio quotidiano della gente e un altro decide di concedersi un bagno ristoratore dal forte caldo nel laghetto di acqua putrescente.
Cala il buio e mano a mano vediamo arrivare vari abitanti di questo luogo. Alcuni di essi hanno passato la giornata in altri luoghi e raggiungono le proprie famiglie.
E' arrivata l'ora di lasciare questo posto e ci dirigiamo verso il precario mezzo di trasporto che ci ha condotto sin qui, un carrettino con motore a due tempi.

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"Coinvolgere l'I.N.E.B."

In serata abbiamo incontrato una donna che svolge per proprio conto attivita' di volontariato in campo sociale e per i diritti umani.
Ci siamo confrontati e abbiamo esposto il nostro progetto.
Ci ha consigliato di appoggiarci ad un'organizzazione locale tailandese in modo da coinvolgere le autorita' di polizia locali e renderle piu' favorevoli al progetto di reinserimento delle famiglie.
"Ci sono due problemi in quest'area - ci ha detto - e uno consiste nel fatto che oltre alla polizia locale sono impegnati l'esercito e la guardia di difesa dei territori di confine per cui corrompere tutti come si fa qui con la semplice polizia e' un po' difficile.
L'altro aspetto e' che in molte aree inorno a Maesot verranno realizzati dei complessi industriali per le attivita' di produzione, in collaborazione anche con il governo birmano, per cui aumenteranno i controlli nella zona.
Nel progetto che volete realizzare e' importante sin da subito dare un lavoro a quella gente, reinserirla completamente.
Visto il Vostro scopo e la Vostra attivita' sarebbe molto importante avere un contatto con l'I.N.E.B. International Network of Engaged Buddhists, l'organizzazione che si occupa delle organizzazioni di inspirazione buddihista impegnate in attivita' sociali".
La ringraziamo per i consigli preziosi e la lasciamo.
Domani abbiamo in programma una visita alla clinica di Maesot.

Massimiliano (Mu Mun)

venerdì 26 novembre 2010

Il nostro spirito e' in Birmania

Continua la nostra attivita' in Maesot, al confine tra Tailandia e Birmania.
Oggi, come preannunciato, ci siamo spostati lungo il fiume Moi River, il fiume che divide la Tailandia dalla Birmania.
Prima della zona di confine abbiamo visitato uno dei piu' bei monasteri che ho visto sino ad ora, in classico stile birmano, con una splendida pagoda e una statua del Buddha sdraiato lunga 45 metri.
Arrivati all'imbocco del ponte che introduce in Birmania notiamo che tutto e' bloccato per chi vuole entrare, sia uomini che merci.
Vi e' tensione nell'aria e gli sguardi dei funzionari e dei poliziotti sono eloquenti.
Riprendiamo le nostre biciclette e decidiamo di visitare il mercato che si colloca storicamente sulla riva tailandese del fiume.
Un coacervo di splendide opere in legno, mobili in teak (il legno prodotto in Birmania) e prodotti di marca falsi come occhiali e vestiti.
Qui se volete potete comprare un bel paio di occhiali "Ray Ban" a due euro!
Lungo il fiume contrabbandieri birmani ci offrono sigarette (marche sconosciute), prodotti pornografici con povere ragazze protagoniste e inoltre (si vede che non ho fatto un impressione da "stallone italiano") pure "viagra" di prima qualita'(........cavolo quello delle offerte nelle mail "spam" che mi arrivano ogni giorno ho pensato!! ecco da dove arrivano le mail....ho pure pensato di cercare in zona il malefico informatico che me le manda!......).
Poco dopo abbiamo trovato un'area isolata lungo la passeggiata che costeggia la riva tailandese. Ci siamo inoltrati con la biciletta tra le capanne desolate della popolazione che vive in quei luoghi e siamo sbucati in un'area con un poco di alberi e vegetazione.
Di fronte a noi sull'altra riva una splendida pagoda birmana suonava canzoni tradizionali locali spandendone le note nell'aria e rendendo meno triste il paesaggio degli edifici birmani spogli e diroccati, contrastanti con quelli posti sulla sponda tailandese.
Mi sono seduto e ho inziato a praticare una meditazione seduta di circa dieci minuti concentrando il centro della mia coscienza sull'energia che muove tutti gli esseri umani, in particolare i poveri rifugiati politici birmani ancora in carcere, torturati e vessati, soprattutto le donne, quotidianamente.
Il regista Chan, nazionalita' birmana e residente in Norvegia, ci ha accompagnato in questo giorno.
Sta girando un film documentario che proiettera' in giro nel mondo a numerosi film festival e ha deciso di riprendere sia la mia meditazione seduta che il successivo "saluto al sole" imparato dalla tradizione buddhista giapponese, che ho "elargito" in direzione dell'altra sponda, quella birmana, aprendo simbolicamente il mio cuore e donando la mia energia alla gente di quel paese.
La popolazione locale residente sulla riva del fiume ci ha accolto con una certa non curanza: qualche sguardo furtivo ogni tanto ma molta diffidenza.
Non erano passati cinque minuti che siamo stati circondati dalla polizia locale intervenuta con due autocarri e una quindicina di uomini.
Ci hanno squadrato ma non si sono neanche avvicinati troppo, non ci hanno chiesto nulla.
Si sono preoccupati che nessuno dei locali parlasse con noi e hanno controllato i documenti delle persone presenti in quel posto che stavano osservandoci quietamente.
Trascorso circa un quarto d'ora e' giunto quindi il momento di ritornare a Maesot e abbiamo lasciato la zona di confine con le nostre biciclette.
Chan mi ha pure intervistato e fara' avere alla nostra associazione il film quando sara' completato.
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"La guerriglia continua"
Oggi e' stata poi la volta di un altro personaggio che abbiamo incontrato e intervistato a Maesot. Non posso citare il suo nome in quanto si tratta di un rifugiato politico in Tailandia ma illegalmente in Maesot in quanto e' stato assegnato ad un villaggio distante 300 km da Maesot.
Sua moglie, thai, vive qui e si occupa anche di diritti civili e aiuto sociale.
"X" e' stato uno dei leader della rivolta studentesca in Birmania del 1988 e uno degli organizzatori del partito di opposizione nelle elezioni del 1990.
E' dovuto fuggire nei primi anni 90 per evitare l'arresto e la tortura, destino capitato a molti suoi amici studenti.
Per dodici anni della sua vita ha vissuto sulle montagne, nelle zone controllate dall'esercito studentesco dell'etnia karen, il suo gruppo etnico, ancora oggi in guerra di resistenza contro il regime totalitario birmano.
"Sono stato per dodici anni nella foresta, ho avuto per due volte una malaria fortissima che mi ha colpito al cervello, sono stato in coma e ho rischiato di impazzire come e' capitato a molti miei compagni ma sono sopravissuto" mi spiega, con uno sguardo da persona intelligente che accompagna il movimento rapido degli occhi, due occhiali e una sigaretta sempre accesa.
"Quando combattevo io eravamo in tanti, 8000 studenti soldati, adesso ne sono rimasti in pochi, un migliaio.
Io sono illegale qui a Maesot ma gestisco un'attivita' commerciale che frutta qualche soldo e posso sostenere anche qualche campagna umanitaria oltre alla guerriglia.
Ho sentito del vostro progetto di aiuto alla gente della discarica e in generale al popolo birmano e non posso che ringraziare tutti gli italiani. Siete un popolo molto generoso.
Purtroppo non credo che sara' facile sradicare quella gente senza un consenso della comunita' locale tailandese e del governo in particolare.
Quelle famiglie adesso sono infatti illegali in Tailandia ma libere e se dovessero essere portate in un centro come quello che state finanziando e' probabile per loro l'arresto e il rimpatrio in Birmania.
Sopaka e anche Fred stanno aiutando quella gente ma prima di loro ricordo che un monaco americano ha veramente fatto molto.
Spero comunque che la situazione si possa risolvere ma dovete trovare un amico tra le autorita' locali tailandesi e Sopaka non so se lo ha, lui stesso qualche anno fa e' stato arrestato per la sua attivita' di aiuto alle famiglie illegalmente residenti in Tailandia".
- Cosa ne pensi del movimento rivoluzionario non violento?
"Penso che dobbiamo lavorare assieme. La nostra lotta violenta non puo' prevalere perche' nessun esercito di altri paesi ci aiuta, siamo soli.
Invece il movimento non violento di cui fate parte anche voi di Karuna Italia sta avendo sostegno in tutto il mondo, sull'effetto della liberazione della leader di opposizione Aung Sang Suu Kyi.
Purtroppo pero' siamo preoccupati perche' abbiamo avuto notizia che adesso dopo la liberazione la giunta militare potrebbe organizzare un attentato contro di lei.
Siamo davvero molto preoccupati e vorremmo che l'ONU vigilasse di piu'".
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Domani e' previsto l'acquisto di medicinali contro il mal di testa e di stomaco che doneremo all'associazione "The Best Friend" con uso destinato prevalentemente alle "famiglie della rumenta".
Ciao ragazzi e ragazze! Be happy!
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Massimiliano (Mu Mun)

giovedì 25 novembre 2010

Un progetto italo americano per migliorare le condizioni di vita delle famiglie della discarica di Maesot?


Una giornata di colloqui, discussioni, idee e progetti oggi a Maesot (Tailandia).
Partiamo pero' dalla notizia piu' bella: Nadia e Barbara della Krio Hirundo Onlus di Treviso mi hanno confermato che seguiremo assieme il progetto delle "famiglie della rumenta" e che il loro contributo economico (molto consistente) si sommera' al nostro e a quello delle pazienti della dottoressa Floriana.
Il terreno che probabilmente andremo ad affittare ci costera' poco e quindi potremo procedere all'acquisto delle prime case in bamboo (costo di circa 200 euro cadauna piu' una giornata di manodopera ad un costo di circa 100 euro cadauna).
Il terreno e' ricco di alberi (essenziali d'estate per l'ombra), vicino all'elettricita' e all'acqua e alle scuole per bambini del "Relocation Center" costruito da "The Best Friend" con contributi provenienti da un'associazione americana non profit.
Un immenso ringraziamento da parte di tutta Karuna Onlus per la lungimiranza e il cuore di Krio Hirundo Onlus.
Sapete cosa significa "Krio Hirundo"?
Significa "grido della rondine" in lingua esperanto, una lingua scelta in modo non casuale.
L'esperanto e' al di la' delle lingue diverse, e' al di sopra delle divisioni e abbraccia quello che gli uomini e le donne di questa terra avvertono, consci o inconsci, ovvero il tutto che si fonde nel particolare, il particolare che si fonde nel tutto, in un continuo di energia in movimento, dove nulla e' permanente.
Bene, l'altra notizia del giorno e' che dalla lunga conversazione con Fred Stockwell, ben noto giornalista e soprattutto fotografo americano, di cui vi ho gia' scritto ieri, e' stata decisa una collaborazione, soprattutto in fase operativa di costruzione del villaggio, con Karuna Onlus.
Fred ha il sito http://www.eyestoburma.org/ che si occupa dei progetti umanitari di aiuto ai rifugiati birmani e inoltre un proprio sito professionale http://www.stockwellphotos.com/.
Mi ha raccontato di aver viaggiato il mondo e nel 2006 dopo aver venduto tutti i propri possedimenti negli USA di essersi sistemato qui: cerca di aiutare le oltre 27 famiglie della discarica (pare che in realta' in totale le persone coinvolte nel business del riciclaggio della "rumenta" siano 353).
Tenete presente che e' stato uno dei piu' grandi fotografi aerei americani e mi ha mostrato le decine di copertine di riviste USA con sue foto.
Appena ha sfogliato il book sulle costruzioni in terra cruda lo ha preso e lo ha portato in una fotocopisteria in quanto mi ha detto che vorrebbe costruire una sua casa in quel modo....un cliente per la nostra Silvia!
Fred potrebbe controllare in prima persona lo svolgimento dei lavori e soprattutto il corretto impiego dei fondi in quanto mi ha raccontato che purtroppo non ci si puo' fidare troppo delle organizzazioni locali o anche degli operai impiegati nei lavori.
Vi terro' aggiornati sugli sviluppi di questi accordi.
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Progetto costruzioni in terra cruda

Ho preso il tempo e assieme ad Ashin ne abbiamo parlato e gli ho consegnato il nostro lavoro in lingua inglese.
E' parso molto interessato e alla fine gli ho detto che se ci sono dieci persone disposte ad imparare la tecnica di costruzione possiamo cominciare a progettare qualcosa di piu' concreto.
Mi ha detto che se abbiamo le persone da mandare come insegnanti ben vengano purche' siano nostre volontarie o comunque siano spesate da noi in tutto.
Comunque sta pensando alla costruzione di un centro nel futuro villaggio, destinato alle attivita' comuni, utilizzando proprio questa tecnica.
Tra l'altro i giornalisti presenti a Maesot che stanno documentando la condizione dei rifugiati birmani sono parsi ancora piu' interessati di Ashin a questa tecnica di costruzione eco compatibile e mi hanno fatto parecchie domande......
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Progetto fornitura di software Ubuntu.

Cassato senza remore. Qui le licenze Windows pare che siano gratuite (legalmente o meno......) e non pare ci sia necessita' di questo software che magari, a questo punto, possiamo fornire ad altri centri in Italia.
Anche i computers, in relazione al numero di studenti della Library, mi paiono sufficienti e tutto sommato funzionali e non troppo antiquati.
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Domani mi muovero' in direzione Moi River ovvero confine con la Birmania e in quel luogo faro' una meditazione di dieci minuti concentrando tutto me stesso sull'energia che mantiene in vita personaggi come il monaco Gambira e gli altri 2200 prigionieri politici di questo paese.

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Massimiliano (Mu Mun)

Aung San Suu Kyi cittadina onoraria di Genova

Il Sindaco del Comune di Genova Marta Vincenzi ha nominato Aung San Suu Kyi, leader del partito di opposizione birmano, cittadino onorario.

Qui di seguito la comunicazione inviata dal monaco buddhista Ven. Tae Hye Sunim, di ordinazione birmana e coreana, residente in Lerici, al primo cittadino genovese:
Al Sindaco Marta Vincenzi e al Consiglio Comunale di Genova. Sono un monaco buddhista. Abito a Lerici (SP). Ho ricevuto ordinazioni monastiche dalla Corea e dalla Birmania.Conosco Ashin Sopaka e altri monaci rifugiati del movimento non-violento della Birmania. Voglio ringraziare la Città di Genova per aver dato la cittadinanza onoraria alla Signora Aung San Suu Kyi.Il prossimo obiettivo sarà la liberazione del Venerabile U Gambira e di altri 2200 prigionieri politici.La storia del Venerabile monaco si può leggere dal sito www.thebestfriend.org. Qui alcuni allegati sull'attività dei monaci e sull'attività dell'associazione Karuna Onlus che, insiemo con altre associazioni,aiuta rifugiati birmani in Thailandia. Walter Rapetti che voi conoscete fa parte dell'associazione Karuna Onlus.Grazie dal cuore

mercoledì 24 novembre 2010

Individuato il terreno per le "famiglie della rumenta"


Una "fumata nera" e una "fumata bianca" oggi al confine tra Birmania e Tailandia, nei pressi della citta' di Maesot.
La proprietaria del terreno che abbiamo incontrato nei giorni scorsi (vedi post precedenti) ha pensato di rialzare il prezzo dell'affitto dopo che ha capito che i locali sono finanziati e supportati da noi occidentali.
Lo abbiamo saputo per vie non ufficiali, da un contadino della zona che oggi ci ha accompagnato a visionare il terreno su cui si sarebbe dovuto costruire il villaggio.
Si tratta comunque di una vasta area scoperta, senza alberi. Qui la temperatura d'estate sale a 45 - 50 gradi e sarebbe difficile vivere, anche per le "famiglie della rumenta".
Quindi abbiamo ripreso il fuoristrada e ci siamo inoltrati in un' altra area semiforestale limitrofa al "relocation center", un grazioso villaggio scolastico con piccola fabbrica tessile costruito negli ultimi anni dall'associazione "The Best Friend" con contributi americani.
Abbiamo trovato un'area adatta, con acqua ed elettricita' non troppo distanti e un prezzo decisamente migliore.
Tra due o tre giorni dovremmo sapere se ci impegneremo a far sorgere in questo posto il villaggio.
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Oggi abbiamo incontrato l'unico occidentale che in questi anni, da solo, ha aiutato in qualche modo le "famiglie della rumenta": si chiama Fred, e' un americano-inglese di 65 anni che vive a Maesot da quattro anni circa, fotografo e giornalista in pensione.
Tiene conferenze e scrive articoli negli Stati Uniti documentando la situazione della discarica di Maesot.
Siamo diventati amici ed e' ben felice di collaborare con Karuna Onlus.
Ci terremo in contatto nei prossimi giorni e abbiamo anche programmato una serata di discussione sui nostri progetti e sulla sua esperienza qui.
In particolare ci ha anticipato che durante la stagione dei monsoni, le forti piogge torrenziali creano una situazione ancora piu' drammatica in quei luoghi di sofferenza.
E' presente anche un giornalista che vuole girare un documentario sulla vita in discarica e domani dovrebbe intervistarci.

Come sempre Vi terro' informati.

Massimiliano (Mu Mun)

martedì 23 novembre 2010

Il discorso di U Gambira dalla prigione e il ringraziamento agli aiuti umanitari italiani


Ecco il messaggio di U Gambira, attualmente in prigione a Kalay, Divisione di Sagaing (Birmania).

U Gambira, il capo della cosidetta "Saffron Revolution" (rivoluzione pacifica del 2007 per la liberazione della Birmania, oppressa dalla dittatura) è stato condannato a 68 anni ai sensi degli articoli 295a e 505b del codice penale del regime militare birmano. La sua sentenza è stata poi ridotta a 63 anni. E’ stato trasferito dalla prigione di Insein a Mandalay, a Sagaing, a Khandi e ora alla prigione di Kalay.

Suo fratello più grande, Ko Aung Kyaw, è stato condannato a 14 anni dalla legge di stato e ora si trova nella prigione di Taung Gyi, mentre il suo fratello più giovane Ko Aung Ko Ko (Lwin) è stato condannato secondo la stessa legge a 5 anni di prigione a Arkan, Kyauk Phyu. Il fratello di Dharma di Ashin Gambira, Ko Moe Htet Hlan è stato condannato a 5 anni e ora è nella prigione di Moulmein.

Ma Lwin Myint, sorella di U Gambira, e suo marito Ko Lu Maw Naing si sono visti costretti a lasciare la Birmania per la loro sicurezza personale.

Il seguente è un discorso di U Gambira trasmesso dalla prigione di Kalay grazie a sua madre Daw Yee e a sua sorella più grande Ma Khin Thu Htay il 17 novembre 2010.

1) "Voglio ringraziare il sindaco di Morbegno e gli italiani per il loro sostegno al movimento democratico in Birmania e per gli aiuti umanitari. Sono molto felice e riconoscente per la lettera mandata dal sindaco italiano all’ufficiale giudiziario a riguardo della mia salute e del mio benessere.

Vi chiederei di continuare a dare il vostro sostegno al movimento per la libera democrazia in Birmania. Il rilascio incondizionato di tutti i prigionieri politici e la riconciliazione nazionale sono essenziali per la Birmania.

2) Ho già avuto modo di dichiarare qualcosa sulle elezioni del 2010 e non ritengo di dover aggiungere molto di più sull’argomento. Lo stesso vale anche per la costituzione del 2008. Con essa non ci sono i presupposti per la libertà e per indire elezioni imparziali. Le elezioni sono solo indirizzate a legalizzare il potere militare. Un’elezione senza la partecipazione di Aung San Suu Kyi e con più di 2000 prigionieri politici ancora incarcerati, può solo far aumentare i problemi all’interno del nostro paese. Il popolo birmano è consapevole di questo.

3) Sono molto felice del rilascio di Aung San Suu Kyi. Ora anche gli oltre 2000 prigionieri politici, incluso me, devono essere liberati. Ho fiducia che la causa di Aung San Suu Kyi prevarrà. Ma lei deve prendersi gran cura della sua salute e della sua sicurezza.

4) In merito ai generali, vorrei sottolineare l’importanza di una riconciliazione nazionale attraverso il dialogo con l’opposizione, capeggiata da Aung San Suu Kyi. (Ashin Gambira ha chiesto questo nella prigione di Khandi con una protesta. In risposta a ciò è stato imbavagliato e ripetutamente picchiato con brutalità).

5) Perdonerò e dimenticherò le calunnie, le torture brutali su di me e le vessazioni alla mia famiglia commesse dai generali e dalla polizia. Vi voglio concentrati esclusivamente sulla riconciliazione nazionale.

6) Attualmente la mia vista non è buona. Ho bisogno di occhiali da vista 125. I miei occhi sono stati feriti. Ho ricevuto una visita dal dottore il quale mi ha dato il permesso di leggere. La mia salute sta migliorando, torture e repressione sono inferiori qui in questa prigione di Kalay.

7) U Htar Va Ya mi ha chiesto di rivolgermi ai monaci birmani. Voglio dire: “ Ah Hi Tha Thit Sa Ahr Agra Ha”.

E E’ in Pali e significa: “Per favore continuate il movimento per la pace con Metta e senza violenza”. Come dicevo prima l’unità e la pazienza sono molto importanti."

Lo scritto originale in birmano è di Ma Lwin Lwin Myint

Traduzione in inglese di Alexandra Rosch

Per domandare il rilascio di Ashin Gambira per favore scrivere direttamente a:

Maung Oo
Ministry of Home Affairs, Office No. 10, Naypyitaw
MYANMAR (form of address: Dear Minister)
Fax: (00 95) 67 412 439

Brigadier-General Kyaw Hsan
Ministry of Information, Bldg. (7), Naypyitaw
MYANMAR (form of address: Dear Minister)

Nyan Win, Ministry of Foreign Affairs, Naypyitaw
MYANMAR (form of address: Dear Minister)



Se desiderate inviare domanda di rilascio potete utilizzare questo fac-simile.

Grazie.


To:

Maung Oo

Ministry of Home Affaire

Office No. 10

Naipyitaw City

MYANMAR

Fax: (00 95) 67 412 439

Dear Minister,

We want to express our deep wish that the authorities of Myanmar should respect human rights, respect religious freedom and start real democratic reforms. All political prisoners - about 2200 heroic men and women, monks, nuns, laymen, journalists - should be released. One of the most important leaders of non-violent reform movement is Venerable U Gambira. He and many others want to forgive slanders and tortures in prisons and work for national reconciliation. You should give immediately unconditioned freedom to Venerable U Gambira so that he and his fellow monks can work for peace and harmony in Burma. In every civilized country there is freedom of mass media and internet using - so should be also in Burma.

We hope that your Excellency will do your best as a representative of Burmese nation. Only with ethically correct actions You would gain honour in the eyes of the world!

Thinking with loving-kindness your beautiful country, its lion-hearted monks and Mrs Aung San Suu Kyi.

In ……..…… …………… 2010

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Visita ai residenti nella discarica di rifiuti di Maesot (Tailandia)




Amici di Karuna ancora un saluto da Maesot (Tailandia), la localita' posta sul confine con la Birmania che in questi giorni ci vede operare come volontari.
Oggi e' stata una giornata molto intensa.
Abbiamo visitato diversi negozi gestiti da esuli o rifugiati birmani e abbiamo comprato sacchi di riso, molte saponette, dentifrici, spazzolini, spugne, banane e arance e nel pomeriggio ci siamo recati alla discarica di rifiuti posta fuori dalla citta'.
Per raggiungerla e' necessario effettuare un percorso in fuoristrada di circa mezz'ora in mezzo a campi arroventati dal forte caldo, polvere delle strade sollevata dal nostro passaggio, qualche contadino e qualche serpente qua e la, oltre a tanti cani randagi.
Il primo stop e' stato al cosidetto 'relocation center', un'area su cui e' stata costruita una scuola per bambini, un campo giochi, una piccola fabbrica di tessili ridenominata 'peace factory'.
Qui si studia inglese e le condizioni di vita sono abbastanza buone.
L'associazione 'The Best Friend' ha costruito tutto questo dal nulla. in mezzo alla foresta.
Peccato per l'utilizzo del cemento come materiale di costruzione.
Dopo questa visita abbiamo proseguito sulla strada e siamo entrati dopo circa quindici minuti nell'area della discarica di rifiuti.
Due o tre laghetti ricchi di acque verdi putrescenti sono circondati da alcune colline di rifiuti ammassati e compattati in cui spicca molta plastica e materiale affine.
Da li a poco si e' avuto il contatto con le circa ventisette famiglie che vivono li, comunque in totale oltre 300 persone coinvolte, moltissimi sono bimbi di 1 o 2 anni.

Appena arrivati hanno con tranquillita' circondato il nostro carro e si sono messi in fila per ricevere il cibo e anche i giochi che abbiamo portato per i piu' piccoli. Non si sono mostrati diffidenti ne' curiosi. Il loro e' stato un atteggiamento di nobile rispetto.
La dottoressa Floriana ha assistito alcune persone che esponevano i loro problemi, soprattutto legati a disfunzioni e dolori intestinali e mal di testa.
E' difficile descrivere il loro stile di vita in questi luoghi.
Ancora adesso che sto scrivendo un 'nodo in gola' mi prende ma cerco di non farmi travolgere da emozioni anche se gli occhiali da sole e la mascherina che ho usato in realta' mi permettevano di nascondere molto i miei sentimenti quando stavo a distribuire il cibo.......
Semplicemente vivono e dormono sui rifiuti. Addosso solo qualche straccio bucato, in bocca sigarette molto 'strane', negli occhi poca illusione di un futuro migliore.
La pelle e' bruciata dal sole, qualche segno di maltrunizione sul corpo accompagna il loro sorriso.
Vorrei fare molto di piu', vorrei avere il potere di governare questo territorio, rendermi portatore dei valori di solidarieta' e democrazia che caratterizzano la nostra missione ma mi sento completamente inutile quando sul carro imbocchiamo la strada di ritorno e le nostre mani salutano le loro incontrandosi simbolicamente in un contatto che abbraccia gli esseri umani, quelli fortunati che vogliono cambiare questo mondo con una rivoluzione non violenta come noi e quelli che non sanno di essere fortunati o sfortunati perche' la loro giornata positiva significa un buon raccolto di plastica in discarica.
Torneremo nei prossimi giorni con medicinali e altro cibo.
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Questione affitto del terreno.

Abbiamo avuto un incontro con la proprietaria della terra che l'associazione 'The Best Friend' vuole affittare per costruire un eco villaggio da destinare proprio alle famiglie residenti nella discarica.
E' apparsa molto disponibile e lunedi 29 novembre si dovrebbe tenere l'incontro decisivo per apporre la firma sul contratto.
Saro' presente direttamente all'accordo, la proprietaria ne sarebbe molto felice, mi ha pure chiesto la mail ....ormai sa che mi chiamo 'momman'!!!!!!!!!
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Entrata in Birmania

Purtroppo non posso entrare attraverso il ponte altrimenti mi arrestano.
Vedremo cosa accade nei prossimi giorni.

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Massimiliano (Mu Mun)

lunedì 22 novembre 2010

Incontro con Ashin Sopaka a Maesot (Tailandia)

Amici di Karuna ciao!
io (Massimiliano, Mu Mun) e la dottoressa Floriana siamo giunti ieri al confine tra la Birmania e la Tailandia.
Le condizioni di vita, il caldo, le condizioni igieniche sono quelle tipiche del clima tropicale caldo umido e dopo aver passato la notte tra le baracche, con un bagno immerso nel buio e con un ospite, la danza notturna delle mosche locali, alcune delle quali non mi sono proprio simpatiche....(comunque il centro anti malaria dista pochi metri dalle baracche...) abbiamo deciso di cambiare posto e alloggio notturno.
Oggi siamo stati al campo dei rifugiati birmani a MaenLa, circa 60 chilometri da Maesot.
Si tratta di un villaggio immerso nella foresta tropicale, costruito tutto con materiali naturali, bambu', legno e tetto di foglie secche.
Gli stretti viottoli di fango e pietre ospitano 50.000 persone circa, qualche scuola per i bambini e piccole attivita' di commercio e vendita di prodotti alimentari.
Il clima tra le persone e' apparso sereno, molto tranquillo.
Poverta' e tantissimi bambini curiosi sono stato lo scenario della nostra permanenza in quel luogo, assieme alla solita ospitalita' birmana.
Domani incominceremo a comprare cibo e medicinali e li porteremo alle venti famiglie che vivono nella discarica di rifiuti di Maesot.
Abbiamo incontrato il monaco Ashin Sopaka che gestisce l'organizzazione "The Best Friend" con cui abbiamo avviato un rapporto di collaborazione finalizzato al supporto economico e progettuale e abbiamo avuto modo di parlare dell'obiettivo di affittare un terreno nei pressi di Maesot.
Sopaka mi ha detto che adesso ha intenzione di affittare un terreno molto piu' grande di quello che voleva affittare due mesi fa e potrebbe farsi sostenere da noi.
Dopo domani dovremmo incontrarci con il proprietario e si potrebbe trovare gia' un accordo sul prezzo e firmare il contratto di cui una copia potro' portarla in Italia a dicembre.
Su questo terreno e' sua intenzione installare venti case in bambu' o costruirle sulla base delle indicazioni del progetto di Karuna ad opera dell'architetto Silvia Fiore, creare un'area comune per attivita' anche religiose e un'area per la coltivazione di verdure.
Domani visiteremo anche le scuole locali che gestisce l'Associazione "The Best Friend" a Maesot.
Vi terro' aggiornati.
Massimiliano (Mu Mun)

giovedì 18 novembre 2010

Incontro a Bangkok con Krio Hirundo


Il 18 novembre in un locale tipico tailandese si e' organizzato una cena, vegetariana, assieme a Nadia e Barbara dell'Associazione Krio Hirundo di Treviso.
Sta emergendo una possibilita' di collaborazione tra le nostre associazioni per aiutare i rifugiati birmani a Maesot.
Vi terro' aggiornati.
Mu Mun (Massimiliano)