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giovedì 31 gennaio 2013

Le attività umanitarie di Karuna in Thailandia: le donazioni inviate e gli aiuti concreti a "The Schools of Hope" e "The Best Friend Library"




Karuna ha mandato una donazione di 2.000 euro al conto della scuola-orfanotrofio "The Schools of Hope" in Thailandia.
Qui sotto i ringraziamenti di Noom Hkurh (insegnante) e Matthieu Frison (volontario francese). 
Questa donazione sarà usata soprattutto per ultimare  i due serbatoi d'acqua  (hanno avuto problemi con l'acqua) e per il nuovo dormitorio delle bambine. 
Un altro progetto che finanzieremo sarà una scuola-fattoria dove i giovani imparano l'agricoltura biologica, la costruzione delle casette in terracotta e altre cose utili per imparare soprattutto alcune professioni.  Al momento stanno studiando diverse possibilità per realizzare questo progetto e stanno raccogliendo fondi.    
    

(messaggio di Noom Hkurh dalla Thailandia:)


Dear Karuna Onlus,
 
Thanks a lot. We will let you know and confirm when we have received the donations. 
Please thank Confesercenti Association for very kind and support Schools of Hope. 
Thanks.
Your Sincerely,
Noom Hkurh.

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(messaggio di Matthieu Frison dalla Thailandia:) 

Hello !

Great news ! I was just about to send an email to you about the water tank. The construction starts.
For this donation do you want it to be used for the farm project ?
For now we still don't have the land. We do a big meeting next week with the regular donors about it.
So we can wait and keep the money for later but maybe it will take long time, I don't know.
After the water tank, we will focus on the girl's house.
We want to improve the living conditions of the girls and we have seen temples with schools for boys and girls in Chiang Mai.
The community and the abbot agrees on having a girl's dormatorie inside the temple ( separated from the others building).
Maybe we'll use it just on a temporary way if the farm is coming soon and if we decide to move the girls into. But it will be usefull for new boys if we choose this way.
And this is a good way to start a first earth building.

Thanks a lot for your help

martedì 29 gennaio 2013

A.A.A. Volontario cercasi per attività con i carcerati a Genova Pontedecimo!

Karuna Onlus seleziona un volontario/a che, sotto la supervisione del nostro consulente Franco, inizi un'opera di aiuto, sotto diverse forme, con alcuni carcerati/e rinchiusi presso la struttura penitenziaria di Genova Pontedecimo, nell'ambito del progetto nazionale "Liberazione nella prigione".

Non offriamo denaro o rimborsi spese: semplicemente una straordinaria esperienza di vita a contatto con la sofferenza. Per chi è sufficientemente forte di viverla.
L'impegno è di circa 2-3 ore al mese.
Il volontario, prima di entrare in carcere, sosterrà dei colloqui di preparazione con il "consulente filosofico" della nostra associazione che lo assisterà nei primi contatti con la realtà carceraria.

venerdì 7 dicembre 2012

Il progetto "Liberazione nella prigione" - Il resoconto del volontario Franco sugli incontri nel carcere di Genova Pontedecimo


          
Il Progetto Liberazione Nella Prigione è un'iniziativa gestita dall'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia e ha lo scopo di fornire ai detenuti un sostegno mentale che permetta loro di aprirsi a visioni e rappresentazioni della realtà più ampie e più incoraggianti, così da sentirsi almeno mentalmente più liberi nonostante la loro prigionia materiale. Karuna ha aderito a questa iniziativa e in rappresentanza di essa, a partire dal giugno 2011, ho condotto e conduco tuttora una serie di incontri settimanali nel carcere di Genova Pontedecimo. Come previsto dal Progetto, questi incontri non mirano a promuovere l'adesione dei partecipanti al Buddhismo, ma intendono utilizzare la psicologia buddhista in sinergia con quella occidentale al fine di fornire un aiuto allo stato d'animo dei detenuti, aiuto di cui le persone che si trovano in carcere hanno particolarmente bisogno.

Gli incontri, della durata di circa due ore, prevedono in genere una parte dedicata all'ascolto attento di quanto i partecipanti, se lo ritengono opportuno, desiderano raccontare in relazione ai loro problemi, ascolto che i detenuti difficilmente trovano nell'ambiente in cui vivono e che rappresenta per loro una prima forma di sollievo. Vi è poi una conversazione-lezione su un tema che interessa la vita mentale, emotiva e spirituale, animata dai commenti e dalle osservazioni dei partecipanti: tra i temi da me trattati vi sono stati la consapevolezza, l'impermanenza, la connessione con gli altri, la gestione delle emozioni negative quali rabbia, tristezza, ansia, avversione e odio, la gentilezza, la compassione,la gioia, l'equanimità, i princìpi dell'etica buddhista, l'educazione alla pace e il valore della non violenza, le modalità di gestione dei conflitti, la fede nel futuro e nella nostra natura profonda, la semplicità, il concetto e il valore di un percorso spirituale. Uno spazio finale è dedicato al silenzio e alla meditazione.

L'attenzione e l'interesse verso questi incontri non sono diffusi nella maggioranza dei detenuti e le cause di ciò sono molteplici. In primo luogo è il livello molto elementare di educazione e cultura della maggior parte di loro che li porta a considerare addirittura inesistente un modo di pensare e di sentire diverso da quello in cui sono sempre vissuti, per cui non aspirano a niente di nuovo e intendono continuare così. E' anche presente la tendenza a considerare iniziative del genere come provenienti dall'autorità allo scopo di farli star buoni, e questo urta il proposito di molti di affermare invece la loro opposizione a ogni tipo di autorità e diventare, se possibile, ancora più duri e violenti. Un' aspirazione che viene spesso sentita è allora quella di migliorare la propria abilità nel procurarsi in qualsiasi modo un profitto, per cui sono i detenuti più esperti quelli dai quali, secondo loro, si può apprendere qualcosa di utile.
Essendo la partecipazione al Progetto soltanto volontaria, l'educazione di tutti i detenuti a una migliore condotta di vita è un compito che dovrebbe essere professionalmente svolto dalle strutture istituzionali del carcere, ma ciò molto spesso non avviene.

I partecipanti agli incontri appartengono a un ambiente non così refrattario e mentalmente meglio disposto: si tratta di persone che la prigionia induce a riflettere sulle cause della loro situazione e a cercare di migliorarla aprendosi a nuovi orizzonti mentali e rendendosi conto dei bisogni profondi che fino allora non avevano nemmeno avvertito. I partecipanti provano non solo la sensazione di essere aiutati e capiti, il che già rappresenta un sollievo, ma anche quella di crescere. In questo modo la detenzione viene a rappresentare non solo una pena, ma anche un'occasione di progresso, favorevole al miglioramento della loro condotta sia nel momento attuale, sia quando potranno sperimentarla dopo che saranno liberati. E' molto comune un atteggiamento meno reattivo e più equilibrato, dopo la meditazione alcuni hanno detto che non si erano mai sentiti così calmi. Da qualche altro ho saputo che ogni volta contava i giorni che lo separavano dal prossimo incontro.

Anche per lo scrivente la partecipazione a questo Progetto si è rivelata particolarmente importante, permettendo sia di applicare nella pratica il prezioso principio della compassione, sia di ricevere dagli stessi detenuti una più profonda formazione in materia di sensibilità e comprensione.

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Ringraziamo sentitamente il Dr. Franco per la sua gentile e competente attività come volontario.
Dalle sue parole traspare serenità e quanto sia grande il bisogno di queste persone di non sentirsi abbandonate.

sabato 10 novembre 2012

Il progetto di aiuto ai bambini orfani birmani presso "The Schools of Hope": a che punto siamo?



I NOSTRI PROGETTI UMANITARI IN THAILANDIA 
  • The Schools of Hope
  • TheBestFriend Library a Chiangmai


L’associazione Karuna ONLUS continua ad aiutare rifugiati birmani in Tailandia, ma il nostro progetto è cambiato. Il nuovo progetto dell’associazione Karuna è aiutare un orfanotrofio, situato dentro un piccolo monastero (Wat Arunotai) vicino a Chiang Dao, a 60 km a nord della città Chiangmai in Tailandia. Nell’orfanotrofio ci sono attualmente 57 bambini orfani, provenienti dalla Birmania. Principalmente sono dell’etnia Shan - alcuni bambini sono orfani, altri sono abbandonati e/o trovati per strada.
L’orfanotrofio The Schools of Hope è gestito dalla omonima associazione che collabora, oltre che con Karuna, anche con associazioni Active Social Responsability e The Best Friend. Il monaco Pramaha Virote, una signora cuoca e il giovane Noom Hkurh (anche lui un orfano) si prendono cura dei bambini e delle bambine. Molti di loro vanno alla scuola thai, ma all’orfanotrofio studiano anche la lingua e cultura Shan. Alcuni dei bambini, quelli che vogliono, sono monaci novizi. Il nome dell’associazione è in plurale “schools” perché l’obiettivo è allargare l’attività e fondare altri luoghi simili vicino al confine con la Birmania.
Con i soldi dei donatori Karuna si é finanziato l’acquisto dei pannelli solari, ma vi è bisogno di denaro per ultimare i bagni, costruire un edificio destinato allo studio, comprare cibo e libri, e affittare un locale più grande per il pernottamento delle bambine. Ora c’è un dormitorio per i maschi. Le bambine vanno a pernottare in un locale affittato che comunque comincia a essere troppo piccolo.
Potete guardare informazioni e foto sul progetto:
- dal blog schoolsofhope.blogspot.com (anche diversi video)
- dal blog associazionekaruna.blogspot.com
- dalle pagine del sito www.thebestfriend.org
Con i primi soldi che abbiamo mandato, The Schools of Hope sono stati montati i pannelli solari per acqua calda, ultimati i bagni, comprati cibo ecc. I prossimi lavori saranno costruzione delle pareti per l’edificio degli studi (ora c’è solo il tetto) e alcune costruzioni in bambù.
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Ringraziamo di cuore la dottoressa Floriana Trapasso che ci aiuta a raccogliere soldi. Chi vuole fare donazioni, può farlo tramite l’attività di Floriana, o mandando denaro direttamente al conto corrente bancario, per detraibili IRPEF, dell’associazione Karuna:
Banca Etica - Filiale di Genova
Codice IBAN: IT70T0501801400000000133186
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Oltre all’orfanotrofio l’associazione Karuna ONLUS sostiene anche il “TheBestFriend library” nella città di Chiangmai. E’ un centro culturale e biblioteca per i rifugiati ed immigrati birmani. Organizza corsi per i bambini, corsi di inglese e di computer per giovani e adulti, eventi culturali, attività per promuovere diritti umani e libertà in Birmania ecc. Attualmente è gestito da un volontario americano di nome Garrett.
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Se volete chiedere qualcosa su questi progetti potete scrivere:





Aiutare un "ribelle": la storia dell'ex monaco U Gambira



AIUTARE GAMBIRA (BIRMANIA)

Il nostro amico l’ex-monaco Gambira (Ko Nyi Nyi Lwin) - il “gandhi” della Birmania - è stato uno dei leader delle proteste pacifiche dei monaci nel 2007. Dopo la “saffron revolution” è stato arrestato, messo in prigione e torturato. Sballottato da una prigione all’altra, passavano anche mesi senza avere sue notizie e senza che lui potesse comunicare con l’esterno; malgrado ciò mai un lamento o una reazione violenta da parte sua.
Tra le varie ingiurie fisiche ha subito maltrattamenti che ne hanno parzialmente compromesso la vista. Anche membri della sua famiglia hanno subito per lunghi periodi controlli e privazioni di diritti umani di base. E’ stato liberato il 13 gennaio di quest’anno.
Dopo la scarcerazione ha continuato la sua attività per la libertà e per i diritti umani, aiutando p.es. i rifugiati del popolo kachin. Per tutte queste difficoltà con le autorità e avendo problemi di salute (a causa delle torture) Gambira si è smonacato ad aprile. Gli amici gli hanno suggerito di andare all’estero per le cure mediche. All’inizio non voleva andare poiché pensava che forse il regime non lo avrebbe più lasciato tornare.
Per il regime Gambira tutt’oggi è ancora “pericoloso” poiché continua a parlare realisticamente della situazione birmana senza peli sulla lingua, spiegando p.es. come il governo provoca conflitti etnici per mantenere il potere dei militari.
Ora comunque lo abbiamo convinto ad accettare l’invito di andare in America (Brooklyn, NY) per ricevere cure mediche. Se riceve il passaporto, andrà in America con sua mamma almeno per alcuni mesi o un anno. Il problema è che il governo birmano non vuole concedergli il passaporto. Stiamo facendo un appello internazionale per Gambira e per la liberazione dei rimanenti prigionieri politici in Birmania (almeno 300).
Vogliamo raccogliere un po’ di soldi e mandarli ad uso Gambira (viaggio, cure). Chi vuole aiutare, può mandare un contributo al conto dell’associazione Karuna Onlus:

CONTO CORRENTE BANCARIO PER DONAZIONI : BANCA ETICA – FILIALE DI GENOVA –
CODICE IBAN IT70T0501801400000000133186

CAUSALE: GAMBIRA

Nel caso che Gambira non potesse attraversare il confine i soldi verranno usati per aiutare i rifugiati e orfani birmani che vivono in Thailandia secondo i progetti di Karuna Onlus (associazionekaruna.blogspot.com / www.enfantsdesminorites.org).

PS: SU YOUTUBE CERCANDO ASHIN GAMBIRA POTETE VEDERE ALCUNI VIDEO DELLE SUE ATTIVITA’ ANCHE CON ALTRI MONACI E IN DIVERSI LUOGHI DELLA BIRMANIA:

LA SITUAZIONE IN BIRMANIA STA MIGLIORANDO, MA C’E’ ANCORA TANTO DA FARE PER REALIZZARE LA DEMOCRAZIA, DIRITTI UMANI, E LIBERTA’ …

lunedì 25 giugno 2012

.......ma ci sono anche buone notizie dall'aiuola in cura a Piazzale Parenzo!


















Nel precedente post abbiamo segnalato un problema riguardante l'aiuola di Piazzale Parenzo curata dall'Associazione.

Questa attività ci sta dando però anche grandi soddisfazioni!

Nei giorni 16 maggio e 30 maggio 2012 si è svolta un'attività di pulizia e piantumazione dell'aiuola con i ragazzi della classe I C della Scuola Media Statale Cantore.

I ragazzi hanno partecipato con entusiasmo e c'è stata l'occasione per fare alcune riflessioni sull'educazione civica che ciascuno di noi dovrebbe avere.

Un grazie di cuore alle Professoresse Bianchi e Patri che hanno reso possibile questa bella esperienza!

Pubblichiamo un po' di foto del lavoro finito (ovviamente non abbiamo fotografato i ragazzi al lavoro, trattandosi di minori).






Inviata alla responsabile tecnica del Municipio IV



Gentile Sig.ra,

come previsto dalla convenzione di scopo, segnaliamo una situazione incresciosa riguardante l'aiuola di Piazzale Parenzo.

Come ogni estate, al ritorno del chiosco del cocomeraio nella Piazza, l'aiuola si trasforma in un gabinetto per gli avventori e i gestori del chiosco stesso.

Tale attività commerciale non si limita infatti alla vendita di frutta ma effettua un vero e proprio servizio bar, con tavolini e sedie, pur non essendo dotata di servizio igienico.

Ci domandiamo se ciò sia regolare e se non sia il caso di effettuare opportuni controlli.

Tra parentesi, anche i bicchieri utilizzati per servire le bevande e i coltelli e i piatti utilizzati per servire l'anguria non vengono correttamente lavati, mancando attrezzature idonee.

Abbiamo inoltre ascoltato svariate lamentele di abitanti della zona, in quanto vengono sporcate con escrementi e vetri rotti anche altre zone della Piazza, vicino ai caseggiati, con pericolo per i bambini oltre che lesione del decoro.

Alleghiamo foto di un escremento umano trovato stamattina nell'aiuola.

Riteniamo che il nostro lavoro di volontari non dovrebbe contemplare la pulizia degli escrementi altrui, anche se ovviamente puliamo lo stesso, tappandoci il naso.

Richiediamo maggiori controlli e inoltre, se possibile, la fornitura di un cartello che indichi chiaramente che è vietato lordare l'aiuola ai sensi di legge.

Grazie per l'attenzione e buona giornata.

Sonia Testa

Associazione Karuna